Il blog di un bersagliere

30 giugno 1915 “con sulle spalle una granata per obici da 149”

Alle ore 8 poi ci viene […] a provvedere delle frasche […] per coprire le tende. In un momento i boschi vicini sono in parte a serra [?] l’accampamento coperto indi si da l’assalto poi un vicino fienile per provvederci del fieno necessario a la tenda per rendere meno faticoso il riposo. Fino alle ore 8 si vedono tutti i bersaglieri sguinzagliati tanto nella valle come sui sentieri dei monti chi con fieno chi con frasche tutti con il veloce movimento di cui siamo dotati ci prepariamo per l’assetto definitivo dell’accampamento assetto terminato alle ore […]

prima pagina

Alle ore 9 ½  cento bersaglieri siamo andati a Imer dove sono le granate per gli obici da 149 quali dobbiamo trasportarli non so dove. Per portarci alla vicina Imer entriamo a Mezzano sito vicino circa 100 metri al nostro accampamento, questo è capoluogo di mandamento circondario di Primiero e qua risiedono molti soldati tra bersaglieri, artiglieri genio e cavalleria, di più è piccolo centro del movimento militare di questa zona di guerra.

Proseguiamo per Imer che dista da mezzano non più di 500 metri e si trova sulla stessa strada quella come ho già detto che porta in Valsugana poi a Trento. Imer è una piccola borgata ma graziosa non mancano dei bei ritrovi di cui se ne serviva la villeggiatura che in questi paesi è stata prima della guerra abbondante. Questa valle del Cismone è fertilissima abbondano semine di granturco fagioli patate e […] al raccolto del fieno, vi è anche una …. fabbrica di mattoni e tegole, vi è […]

Alle ore 10 ho ricevuto una cartolina di mamma apportatrice di buone notizie della famiglia ed io mi appresto a scrivere la risposta contemporaneamente. Si parte da Imer alle ore 11 con sulle spalle una granata per obici da 149, la quale pesa 32 kg. Li attraverso la valle del Cismone ed il fiume omonimo per mezzo di un ponte di legno ad estrema precisione costruito dal nostro genio militare. Passata la valle si entra in una via mulattiera che di sentiero in sentiero sempre ripida e boscosa tanto a destra che a sinistra saliamo a circa 1880 metri sul livello del mare. Alla sinistra della detta mulattiera vi è una gola tanto pericolosa e ripida, con un torrente rumoroso che scorre nella sua base da potersi chiamare addirittura burrone. Lungo il tragitto abbiamo incontrato poche casette e molte immagini sacre una delle quali bella e ben custodita con molti santini […] ed alcune croci e lapidi di età medioevale e moderna di alpinisti che in questi luoghi miseramente perirono. Per circa metà della strada che è stata percorsa da noi in fila indiana, carichi delle granate del non piccolo peso già detto abbiamo sofferto la sete che ci ha reso la fatica più dura tanto che a me sembrava di vedere una vignetta della divina commedia del gran poeta [ndt forse si riferisce alle famose illustrazioni di Gustav Doré], nella quale si raffigura il purgatorio nelle di cui scoscese strade in fila camminano i peccatori con i grossi pesi sulle spalle per scontare la pena inflittagli. A metà del tragitto troviamo un minimo letto d’acqua che per la piccola quantità che ne versa siamo costretti a bevere uno dopo latro e così dissertarci. Dopo di ciò tiriamo avanti e un reparto del 7 reggimento genio e alcuni borghesi che lavorano alla costruzione di trincee  […] più avanti un reparto del 36 fanteria con uno del 4° Fortezza [ndt 4° reggimento di artiglieria da fortezza] trasciniamo a forza alcuni pezzi delle pesanti artiglierie che vengono forzate sul monte Vederna da dove dominano gran parte del Trentino. Alle ore 4 ¾ dopo gran fatica si giunge sul detto Vederna dove lasciamo le granate insieme a molte già ivi trasportate dal 2 battaglione del mio reggimento. In questo monte vi sono vasti prati che si vengono falciando e come da per tutto boschi di abete. L’albergo del Pavione [ndt nei dintorni vi è un Monte Pavione] quasi alla sommità del detto monte è l’unico ritrovo e in questo deserto luogo sul quale ora si danno convegno gli ufficiali del battaglione 2 bis che si trova ivi attendato. Appena lasciato il mio peso mi sono dato cercare il mio amico Negroni Alfredo il quale si trova alla 3 compagnia del battaglione in parola, ma dopo tanto non ho avuto la consolazione di poterlo vedere perché i suoi compagni mi hanno informato che la sua compagnia nella stessa settimana si è staccata dal battaglione. Sul Vederna fervono grandi e febbrili lavori di fortificazione ai quali sono impiegati dei reparti delle nostre truppe. Dopo tutto ciò riprendiamo la stessa via per il ritorno all’accampamento  dove giungiamo fra la pioggia che in queste regioni è frequente, alle ore 5 ½ ora in cui consumiamo il rancio. Alle ore 7 un ordine del maggiore ci avverte di prepararci gli zaini perché prevede un’avanzata nella notte, ciò che non si verifica più.

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Questa voce è stata scritta da fabpetra66 e pubblicata il 30 giugno 2015 su 01:00. È archiviata in Avanzata, Campagna Italo Austriaca, diari con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

3 pensieri su “30 giugno 1915 “con sulle spalle una granata per obici da 149”

  1. Roberto in ha detto:

    Onore a voi grandi Uomini. Grazie di tutto il vostro amore per la Nazione.

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