Il blog di un bersagliere

29 giugno 1915 “La eco dei bronzi giunge anche al nostro cuore”

Alle ore 5, fino alle 9 preparativi per la partenza. Alle ore 9,30, le campane dell’unica chiesa di questo paesello incominciano a suonare e diffondono l’eco bronzeo dell’altura del paese alle valli prossime, arrivando fino al cuore dei contadini che cristianamente si vedono accumularsi nelle strade e ben presto si recano alla messa. Il loro tragitto dico fatto cristianamente perché si vede che vanno silenziosi, calmi e tranquilli, ossia si preparano lungo la strada quel contegno da ternersi da chi prega se vuole essere ascoltato. La eco dei bronzi giunge anche al nostro cuore e dico di me perché non ho interrogato altri amici e si diffonde in me un sollievo, vorrei anche io prestarmi a pregare il buon Dio perché di lui in questo momento ho assoluto bisogno, ma non posso perché  aspetto la partenza a momenti. Questa privazione della Messa in questo giorno di San Pietro che è la festa del primo Apostolo della Chiesa, mi rende la vita un po’ più triste, mi rimembra cioè i giorni che godevo la mia libertà, quando con entusiasmo e con piena coscienza potevo liberamente adempiere ai miei doveri di cristiano. Il momento diventa meno angoscioso quando penso che forse gli stessi contadini del paese pregheranno per la nostra buona causa di cui anche loro sentono gli effetti, e meno quando penso che forse in quest’ora anche le mie buone sorelle con alla testa i miei genitori staranno rivolgendo al Dio degli eserciti, quella preghiera che sono certo vorrei ascoltare e cioè di farmi ritornare tra le loro braccia, con la soddisfazione di aver compiuto un grande dovere. Fugge il momento angoscioso e subito mi assale la nostalgia, Roma mi appare in tutta la sua espressione festante di questa giornata, vedo tutti i miei buoni amici, nonché i soci del circolo San Rocco, con i quali trascorrevo santificando questa giornata e simili; vedo i cancelli della monumentale Basilica Vaticana affollati di fedeli, che si recano ai piedi del primo Vicario di Cristo ad implorare con le loro preghiere la pace che venga a riordinare il mondo sconvolto. Vedo ancora Benedetto XV recarsi nella Cappella Matilde (letto sull’Avvenire d’Italia) a celebrare la Messa per questa ricorrenza. Tutto insomma il movimento di questa gioventù nella Roma cristiana, fugge avanti ai miei occhi e mi fa riflettere e pensare molte cose che provocano in me nostalgia d’abbattimento poiché non posso assistervi e sento che la mia assenza non è dovuta a mia colpa. Fortunatamente che il mio temperamento presto si rassegna perciò ben presto mi sollevo scacciando la nostalgia molestatrice e penso subito a quello che sono ora ed al mio dovere da compiere di abbattere cioè il secolare nemico d’Italia al quale riverso tutta la colpa del mio cambiamento di vita e di luoghi, cosa che mi disperde facilmente questi momenti di abbattimento e di rimembranza.

diari 29 giugno 1915

Alle 12 giunge per darci a noi il cambio, il 26° Battaglione del 4°,.. subito ha luogo un sontuoso banchetto degli ufficiali del nostro come di quello arrivato mentre noi fra bersaglieri ci chiediamo a vicenda notizie e cose della guerra le quali sono più o meno uguali. Finito il banchetto in […] il nostro 4° Battaglione parte alla volta della valle Cismone dove giunge alle  ore 4  in piena notte, in pieno assetto di guerra, qui subito prendiamo posto nella valle suddetta ove ci attendiamo. Alla destra dell’accampamento abbiamo la cittadella di Mezzano una delle più graziose di questi luoghi ma dello stesso tipo delle altre. Alla nostra sinistra scorre […] le acque del vicino fiume di cui non ricordo il nome. L’ordine è di non allontanarsi per nessun motivo dall’accampamento il quale e’ circondato da sentinelle messe a tale scopo. Per il detto motivo prevediamo che la vita se dovrà essere trascorsa per alcuni giorni in questa valle, diventerà noiosa e faticata perché non vi sarebbe modo né di vedere paesi né di procurarsi qualche ristoro indispensabile in queste circostanze. Intanto si vedono aggirarsi ambulanti con vino e qualche altra cosetta nella strada che attraversa Fiera di Primiero e per tutti gli altri paesi fino a Trento. A questi venditori i Bersaglieri possono acquistare bene poco di quanto vendono.

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Questa voce è stata scritta da fpetrassi e pubblicata il 29 giugno 2015 su 01:00. È archiviata in Campagna Italo Austriaca, diari con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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