Il blog di un bersagliere

In guerra con le aquile – 29 gennaio 2016

Locandina_guerra_aquileVenerdì 29 gennaio, presso il Dipartimento di Scienze della Terra de “La Sapienza” Università di Roma, si è tenuto il convegno “In guerra con le aquile”.

Ore 9,00 – Aula 1, Dipartimento di Scienze della Terra, recita il programma. Un vago senso di déjà vu mi pervade. In quest’aula ho iniziato la mia carriera di studente di Scienze Naturali. Come dimenticare le affollate lezioni di Geografia del Professor Elvidio Lupia Palmieri, di cui avrei seguito in seguito anche il corso, interessante e fondamentale, di Geografia fisica.

Passo davanti alla “Minerva” (per una volta non esito a buttarle uno sguardo) ma prima di dirigermi verso la familiare grande scritta “GEOLOGIA” devio per passare davanti alla targa che ricorda Marta Russo, la studentessa uccisa in modo assurdo nel maggio del 1997. Pochi giorni dopo avrei sostenuto il mio ultimo esame.

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Qualche decina di passi ed entro nell’edificio che ospita il Dipartimento di Scienze della Terra.

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L’aula è abbastanza gremita e ad una prima impressione sono presenti non solo professori e accademici. Ci sono parecchi studenti e questo è sempre una buona cosa per un convegno scientifico. Scoprirò poi che alcuni di essi saranno protagonisti di ottime presentazioni.

L’introduzione è affidata a Gabriele Scarascia Mugnozza, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, Roberto Troncarelli, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio, e ai due responsabili della Sezione di Storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana, Alessio Argentieri e Marco Pantaloni.

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Durante l’arco di una mattinata si svolgerà, in un certo senso, una edizione “ridotta e romana” del convegno dallo stesso titolo che si è tenuto a Trento nel settembre dello scorso anno. E proprio con il racconto di una escursione che ha concluso quel convegno si aprono i lavori. Ad accompagnarci in quei luoghi così spettacolari ma anche così ricchi di memorie tragiche c’è Giulia Innamorati. Piccolo Lagazuoi, Forte Tre Sassi, Forte Pozzacchio- Valmorbia Werk: nell’aula echeggiano nomi evocativi. Poi si susseguono gli altri relatori, tra questi anche il Dott. Marco Avanzini del MUSE Museo delle Scienze di Trento che ha ospitato il convegno, che con le loro presentazioni vanno a comporre un programma molto eterogeneo.

Si è parlato, infatti, di luoghi della memoria ma anche di archivi cartografici; delle risorse naturali e delle materie prime a disposizione dell’Italia negli anni precedenti la grande guerra ma anche di personalità come quella di Umberto Nistri, vero e proprio genio italiano e del suo contributo allo sviluppo dell’aerofotogrammetria. E si è chiaramente approfondito il ruolo dei geologi in quella che fu definita la guerra di mina che ha letteralmente cambiato il volto di molte delle nostre montagne.

Spesso i relatori hanno rievocato memorie familiari legate alla Grande Guerra, condividendo ricordi di nonni, prozii e altri familiari. Queste emozionanti finestre aperte sulle vicende umane di singoli soldati hanno contribuito non poco al coinvolgimento dei presenti.

Durante una pausa del programma ho l’occasione di salutare il Prof. Ruggero Matteucci, moderatore della prima parte, con il quale ho sostenuto l’esame di Paleontologia. Un incontro molto piacevole durante il quale ho accennato anche all’avventura del blog di cui si è dimostrato entusiasta, esortandomi/ci a provare a pubblicarlo anche in forma cartacea (mi ha suggerito anche un possibile titolo, ma questa è un’altra storia).

Il convegno si conclude, saluto qualche vecchia e nuova conoscenza (unfalcovolava del forum di cime e trincee!), esco dal dipartimento, un ultimo sguardo alla Minerva e mi reimmergo nel traffico romano.

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