Stanchi ci leviamo dalla paglia e subito a tuffare la testa nell’acqua per lavarci dopo chissà quanto. Alle ore 10 viene l’ordine di sciogliere la squadra Portaferiti ed i componenti subito di rientrare nelle rispettive compagnie. Alle ore 2 mi presento alla mia compagnia alloggiata nel teatro del Patronato Cattolico che è trasformato in dormitorio. Qui nel teatro facendo posto, lascio le mie robe e vado a scrivere una lettera a Mamma, una cartolina a zio Edoardo, a zia Assunta, al Sig. Romano Nugari ed una a Wesserman e poi libera uscita alle 4 ½. Dopo avere passeggiato abbastanza andiamo a Piazza Vittorio Emanuele dove la nostra fanfara suona le sue svelte marcette ore 7 ½ e poi ritirata alle 8.
