Il blog di un bersagliere

4 ottobre 1915 “Tutto intorno è terrore, strazio”

Alle ore 6 la 4° Comp. inizia l’avanzata per rioccupare la posizione perduta dalla 6° Comp. mentre io col mio plotone sono di scorta alle nostre mitragliatrici che avanzano come noi alla stessa linea della 4°. Fatti appena 100 metri presto ci scopriamo al nemico, il quale ci fa violentemente fuoco di fucileria e di numerose mitragliatrici, e ben presto avverte le sue batterie le quali iniziano a lanciarci tanti, tanti proiettili di tutti i calibri e molti con Gas asfissianti. Non potendo resistere siamo costretti a retrocedere e ritirarci sotto il fuoco nemico. Finita la ritirata si giunge alle nostre posizioni, dove regna in tutti i bersaglieri l’abbattimento, la demoralizzazione. Non uno è illeso, chi i calzoni rotti dai reticolati chi contusioni dai sassi lanciati dallo scoppio delle granate e poi la dolorosa fila dei feriti gravi e poco gravi che sono molti e tanti di questi implorano, gridano, gemono. Tutto intorno è terrore, strazio. Presto le compagnie, sempre ancor sotto il fuoco dell’artiglieria nemica ma ben coperti, si radunano e si fa l’appello dei mancanti. La cifra non è trascurabile. Circa 300 in tutto il reggimento fuori combattimento e tra i quali sappiamo la morte del tenente Stramigioli Italo com. la sez. Mitragliatrici. Dopo l’appello ci vengono distribuiti dei liquori per rimetterci un po’ di spirito ma nulla vale perché presto sappiamo che il tentativo si deve ripetere e questa volta tocca alla 5° (mia) e proprio la sera stessa. Dopo i commenti e le proteste elevate dai bersaglieri per il famoso ormai riposo, abbiamo l’ordine di sospendere le operazioni e ritornare ai nostri posti e con quest’ordine ci rallegriamo e subito ci mettiamo in ordine per andare al posto. Nel ritorno prendiamo la salma del povero Tenente Stramigioli e presente tutto il battaglione, il nostro cappellano gli da l’assoluzione e viene quindi sotto il nevicare trasportato fino ai Campi Luzzi Inferiori dov’è un bel cimitero per i caduti. Anche oggi ricevo posta ed è una lettera di Monsig. Franceschini ed una di Pietro Guadagnoli. La notte dormo nella baracca del cappellano.

1915_10_4-5

Questa voce è stata scritta da fabpetra66 e pubblicata il 4 ottobre 2015 su 01:00. È archiviata in Campagna Italo Austriaca, diari con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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