Il blog di un bersagliere

19 ottobre 1915 “il Tenente Colonnello grida alle armi”

Alle ore 5 come ieri mattina siamo chiamati in rango con armi ecc. pronti per essere di rincalzo all’avanzata mentre l’artiglieria nostra apre un fuoco denso contro le posizioni nemiche che si debbono occupare ossia Trincerone di Bocca di val d’Orsara (Bocca di val Orsara), Plaut e Centrale.

diari 19 ottobre 1915

Alle ore 9 scrivo una cartolina a Mamma e una all’amico Carloni. Alle ore 10 ci distribuiscono tutta la biancheria di lana e ci ritirano quella di tela. Alle ore 12 mentre io sono di guardia, il Tenente Colonnello grida alle armi al battaglione e questi è pronto in pochi minuti e parte a prendere posizione di correre in aiuto al 79° Fanteria se avesse bisogno nella sua avanzata. Contemporaneamente al mio battaglione parte anche il Colonnello Comandante il nostro reggimento e ben presto io che rimango grazie a Dio di guardia all’accampamento e con ciò mi sottraggo al pericolo, vedo passare uno dopo l’altro il 2° bis e il 17° battaglione i quali con il 4° vanno alla riunione del reggimento e prendono posto. Nella bella mattinata due areoplani nemici hanno volato per parecchio tempo sopra di noi e fatti segno a nostre scariche di fucileria non prendevano la strada del ritorno al loro posto. Ma dopo circa 2 ore che si libravano nel nostro cielo è apparsa velocemente sull’orizzonte in direzione di Schio un monoplano dai nostri colori nazionali, che diretta veniva verso i due nemici. Appena noi abbiamo visti che il nostro audace aviatore si avvicinava sempre più a quelli nemici per dargli la caccia non abbiamo esitato ad emettere grida di gioia e di incoraggiamento al nostro aviatore e fissandolo tutti e tre ci aspettavamo di assistere ad una lotta tra essi. La lotta non è avvenuta ma siamo rimasti soddisfatti dell’audacia del nostro aviatore, il quale si è avvicinato a pochi metri dagli aeroplani nemici i quali ben presto hanno cambiato rotta, girando con l’apparecchio e velocemente sono fuggiti verso Trento, inseguiti per un certo tempo dal nostro velivolo, ma poi scomparsi senza essere stati offesi. L’audacia del pilota ed il tricolore del nostro apparecchio hanno spaventato i nemici benchè più grossi e più veloci. Dopo aver spazzato dal nostro cielo i nostri nemici il nostro bravo aviatore girava volando sopra di noi salutandoci. Nella notte si ode un continuo fuoco di fucileria, mitragliatrici e di cannoni.

Questa voce è stata scritta da fpetrassi e pubblicata il 19 ottobre 2015 su 05:00. È archiviata in Campagna Italo Austriaca, diari con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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