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L’Italia e la guerra: neutralità o interventismo?

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La scelta dell’Italia di entrare in guerra è abbastanza sofferta e crea delle spaccature all’interno della classe politica e dell’opinione pubblica.

A guerra scoppiata, il governo Salandra decide di dichiarare la neutralità del paese, trovando piena giustificazione nel carattere difensivo della Triplice Alleanza e nella mancata consultazione dell’Austria con l’Italia alla vigilia della dichiarazione di guerra alla Serbia.

La Stampa

Dichiarazione di guerra

Ben presto, l’Italia prende in esame l’ipotesi di schierarsi contro l’Austria, mirando sia alla riconquista di Trento e Trieste, sia all’aiuto delle nazionalità oppresse e della stessa democrazia, minacciata da una possibile vittoria dei due imperi autoritari del Centro Europa.
Ma come sempre l’Italia è divisa tra molteplici pareri e aspettative, e anche in questa occasione si vengono a formare diverse fazioni, promotrici di svariati programmi.

Portavoci di una linea interventista sono i repubblicani, i radicali, i socialriformisti di Bissolati, le associazioni irredentiste e le frange estremiste del movimento operaio. In tutti loro si alimenta la speranza di modificare non soltanto gli assetti internazionali, ma anche gli equilibri sociali dei paesi coinvolti nella guerra.

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Forti sostenitori dell’entrata in guerra dell’Italia sono anche i nazionalisti che, convinti che l’Italia debba affermare la sua vocazione di grande potenza imperialista, rappresentano insieme ai sindacalisti rivoluzionari l’ala attiva del fronte interventista.

Molto meno aggressivi sono i gruppi liberal-conservatori che hanno come leader Antonio Salandra e Sidney Sonnino, entrambi consapevoli che la partecipazione dell’Italia alla guerra avrebbe contribuito a rafforzare sia il prestigio delle istituzioni italiane e sia della monarchia.

Di parere diverso è lo schieramento liberale che facendo capo a Giovanni Giolitti si schiera a favore della linea neutralista. Pur non essendo del tutto contrario ad un intervento dell’Italia, rivela le difficoltà economiche e militari legate ad un possibile coinvolgimento nel conflitto. Del resto, a suo parere, proprio la neutralità dell’Italia potrebbe favorire il recupero delle sospirate terre irredente.

Tutt’altro che favorevoli sono Benedetto XV che, salito al soglio pontificio nel momento in cui scoppia la guerra, dichiara il suo contrasto e assume un atteggiamento fortemente pacifista, e Benito Mussolini, che dalle pagine dell’Avanti conduce una campagna a favore della neutralità assoluta. Ma con una rapida conversione Mussolini si schiera a favore della guerra e nel novembre del 1914, fonda un nuovo quotidiano, “il Popolo d’Italia”, che diviene la principale palestra dell’interventismo di sinistra.

La diatriba tra neutralisti e interventisti viene risolta in virtù del consenso offerto dal re al presidente del consiglio e al ministro degli Esteri alla stipula di trattative con i paesi dell’Intesa.

Il 26 aprile 1915, l’Italia firma il cosidetto Patto di Londra con Francia, Inghilterra e Russia. L’accordo, stipulato senza la consultazione dei membri del parlamento e del governo, prevede per l’Italia, in caso di vittoria, il Trentino, il sud Tirolo fino al confine naturale del Brennero, la Venezia Giulia e l’intera penisola istriana, una parte della Dalmazia con numerose isole adriatiche.

La firma del trattato di Londra resta sconosciuta alla maggioranza neutralista della Camera e a Giolitti, che per parte sua continua le trattative con l’Austria, cercando di imporre le dimissioni di Salandra, sostenuto però dal re. Contemporaneamente, iniziano delle manifestazioni di piazza che portano alla dichiarazione di guerra da parte italiana nei confronti dell’Austria.
Purtroppo i socialisti rimangono isolati e per manifestare la loro ostilità alla guerra e la loro fedeltà all’internazionalismo proletario, adottano la formula “né aderire né sabotare” che dimostra nello stesso tempo la loro piena dichiarazione di principio e un’implicita confessione di impotenza.

via Banca Dati “Ernesto Teodoro Moneta”.

Banca Dati “Ernesto Teodoro Moneta”

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Questa voce è stata scritta da silviops e pubblicata il 24 maggio 2015 su 14:35. È archiviata in Contesto Storico, notizie, Primi Giorni di Guerra con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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